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Liuteria Regionale Italiana dal XIX al XX

Dopo la liuteria classica bresciana e cremonese, in Italia, nascono diverse scuole regionali che proseguono ancora oggi con stili e tecniche differenti. Le principali scuole nascono, nel nord Italia, in seguito all'influenza della liuteria Stradivariana.

in Toscana

Grande è la tradizione liutaria in Toscana già nel Rinascimento quando la famiglia dei Medici incominciò a collezionare strumenti. Il commercio di strumenti ad arco italiani in Francia fu facilitato dalla figura di Caterina dei Medici commercializzando inizialmente i lavori della famiglia Amati e quelli di Stradivari in seguito.

Gli strumenti della famiglia Amati influenzarono completamente la produzione liutaria toscana nei secoli XVI e XVII sia nel metodo costruttivo sia nell'aspetto estetico. Da ricordare in questo periodo sono Lorenzo e Tommaso Carcassi, Giovan Battista Gabrielli, Antonio e Onorato Grangnani, Bartolomeo Bimbi e Bartolomeo Castellani. Dall'ottocento si nota un declino della liuteria toscana che è rappresentata solamente da, Luigi Cavallini, Giuseppe Baroncini, Serafino Casini.

Nella seconda metà dell'ottocento la produzione liutaria rifiorisce grazie a due imprenditori di successo come Luciano e Mario Castellani che assumono come capo laboratorio Giuseppe Scarampella. Altri liutai significativi sono: Valentino De Zorzi, Silvio Vezio Paoletti e Igino Sderci. Dalla fine dell'ottocento e per tutto il novecento un importante punto di riferimento per la liuteria toscana fu Carlo Bisiach che sposando la figlia del conte Chigi, mecenate dell'Accademia Chigiana, inizia una grande carriera come commerciante.