Strumenti antichi e contemporanei

Liuteria Regionale Italiana dal XIX al XX
Dopo la liuteria classica bresciana e cremonese, in Italia, nascono diverse scuole regionali che proseguono ancora oggi con stili e tecniche differenti. Le principali scuole nascono, nel nord Italia, in seguito all'influenza della liuteria Stradivariana.
in Veneto
In Veneto, la scuola veneziana rappresenta per importanza la terza scuola liutaria italiana. La peculiarità di questa scuola è che non esistano liutai autoctoni ma grazie a un'immigrazione dalla bassa Sassonia e con la creazione del ghetto di Venezia, questa città diventa a livello numerico la più ricca come numero di liutai.
È fondamentale l'apporto della liuteria germanica, che influenza stile e idee di costruzione ma che si mescola con un gusto tipicamente italiano; i liutai più rappresentativi di questo ricco periodo veneziano che inizia a fine ‘600 e termina nei primi anni del '800 sono Matteo Goffriller, Domenico Montagnana, Pietro Guarneri, Michele Deconet, Giorgio e Santo Serafino e la Famiglia Pelizzon.
Con l'inizio dell'ottocento Venezia perde la supremazia economica sull'adriatico. Anche la produzione liutaria subisce un ridimensionamento, fino all'arrivo di Eugenio Degani nella seconda metà dell'ottocento. A Vicenza lavorarono Giacinto Santagiuliana e Giovanni De Lorenzi con l'allievo Francesco Lazzaretti. Nello stesso periodo lavorarono in veneto Giovanni Fabris, Ettore e Igino Siega, il dottor Gaetano Chiocchi e Pippo Santanastasio.
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