Strumenti antichi e contemporanei

Liuteria Regionale Italiana dal XIX al XX
Dopo la liuteria classica bresciana e cremonese, in Italia, nascono diverse scuole regionali che proseguono ancora oggi con stili e tecniche differenti. Le principali scuole nascono, nel nord Italia, in seguito all'influenza della liuteria Stradivariana.
in Lombardia
In Lombardia, e in particolare a Milano, è la famiglia Mantegazza a proseguire la grande tradizione cremonese. In seguito la famiglia triestina dei Bisiach lavora a Milano, dove influenzerà in maniera decisiva tutta la liuteria della seconda metà dell'ottocento e tutto il novecento italiano. Dal 1890 al 1946 è Leandro Bisiach il punto di riferimento della scuola milanese proseguita dai quattro figli, Giacomo, Leandrino, Andrea e Carlo. Sono molti gli allievi di Leandro Bisiach che hanno avuto un grande successo come Sesto Rocchi, Gaetano Sgarabotto, Pietro Borghi, Celestino Farotto, Celeste Farotti, Camillo Mandelli da Calco e Giuseppe Pedrazzini.
Sono di particolare prestigio gli strumenti di Ferdinando Garimberti e Giuseppe Ornati. Tra i liutai “minori” milanesi si possono citare: Novello Novelli, Giovanni Galimberti, Erminio Farina, Ambrogio Sironi, Erminio Malaguti, Benigno Saccani e Piero Parravicini. Anche se di origini cremonesi, di grande importanza per l'intero novecento sono da ricordare le famiglie: Antoniazzi, formata dal padre Gaetano e dai due figli, Romeo e Riccardo; Rovescalli, formata da Azzo, Manlio e Tullio. Nello stesso periodo sono attivi a Cremona liutai non molto famosi come Carlo Bosi, Romedio Muncher, Aristide Cavalli e Giovanni Pizzamiglio. A Brescia e Mantova lavorò Stefano Scarampella amatissimo dai musicisti contemporanei per la raffinatezza sonora delle sue opere.
- Lombardia
- Piemonte
- Emilia Romagna
- Veneto
- Liguria